AFDX Fisheye-Nikkor 10,5mm DXf/2.8G

A cura di: Marco Negri e Matteo Ganora con la collaborazione di Antonio Carris e Gabriele Lopez


L'utilizzo del Fisheye
Lo sport e il Fisheye 10,5mm f/2,8 DX Un "vetro" creativo per ogni occasione
Il software per la gestione del Fisheye Impressioni e commenti sul nuovo Nikkor 10,5mm f2,8 DX
Come ovviare o meglio… eliminare le aberrazioni
 

 

L'utilizzo del Fisheye

La storia di questa lente progettata inizialmente per scopi e studi scentifici, Meteorological Agency, National Defense Academy e il NHK (Giappone Broadcasting Corporation), fu adottata presto dal pratico sistema SLR, affinando le vaste possibilità offerte da un estremo angolo di campo permesso da questo sistema.
Fruire di un angolo di visione superiore ai 180°, era un esempio di composizione fotografica mai affrontata sino all'ora, il noto 6mm f/5,6 seguito subito dopo dal prodigioso 6mm f/2,8 permetteva addirittura una visione a 220°, subito vennero allertate le prime scuole di pensiero sullo studio compositivo e molti fecero i primi tentativi di riportare un immagine piacevole anche se sottoposta a distorsioni estremizzate.

Ai nostri giorni il flusso contagioso dei primi passi al Fisheye è superato, rimane comunque la "ricercatezza" della sempre piacevole novità, un gusto tutto particolare di vedere i propri scatti, non artefatti ma con prospettive e dinamiche non sempre consone alla normale interpretazione della fotografia.
Naturalmente a questi entusiasmi si contrapponevano difficoltà per i fotografi che, il più delle volte facevano desistere l'interessato, come ad esempio l'impossibilità nell'utilizzo di filtri montati frontalmente, l'inattuabilità con supporto pellicola ad un processo di correzione distorsioni o aberrazioni dovute ai raggi incidenti ed estremamente obliqui sull'asse delle ottiche stesse.

Il nuovo e prestazionale Nikkor 10,5mm f/2,8 DX ultimo nato in casa Nikon presenta alcune particolarità che rendono tale ottica una possibile meta per coloro che ricercano proprio nelle tipiche deformazioni geometriche una modalità di espressione fotografica. Il Nikkor 10,5mm f/2,8 DX offre la possibilità di inserire i filtri in gelatina nella parte posteriore dell’ottica invece che sulla lente frontale per evitare le fastidiose e conseguenti vignettature. Dispone di un dedicato paraluce a "tulipano" che offre soluzione a diversi problemi legati a riflessi, tra cui i fastidiosi raggi trasversali.

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Grazie all'avvento delle tecnologie del formato DX, le dimensioni di questa tipologia di obiettivi sono state ridotte notevolmente rispetto le precedenti versioni. Il Nikkor 10,5mm f/2,8 DX produce immagini con colori vivaci e saturi con aspetti di aberrazione cromatica "virtualmente assente". Non presenta significativi effetti di caduta di luce ai bordi così come quasi assenti sono le riflessioni interne (ovviamente finché tutta la luce che attraversa le lenti concorre alla formazione dell’immagine). Anche la comparsa di immagini "fantasma" risulta ben controllata. Il limite di messa a fuoco minima di soli 0,14m aumenta le opportunità di scattare foto indiscutibilmente fuori dal comune.

Il Nikkor 10,5mm f/2,8 DX detiene il primato come primo obiettivo Fisheye appositamente calcolato per una reflex digitale, con un cerchio d'immagine dimensionato per coprire esattamente il costante formato digitale Nikon DX ricoperto dai sensori utilizzati su tutte le Nikon DSLR. Il campo visivo ricoperto sulla diagonale è pari a 180° come l'equivalente copertura offerta dal 16mm per il formato "24x36".

Il sistema Nikon per la correzione alle brevi distanze (CRC) assicura risultati brillanti alla distanza minima di messa a fuoco (3cm dalla lente frontale). Lo specifico scema ottico consente di conferire il massimo risalto ad un piccolo dettaglio in primissimo piano, mentre l'estremizzata profondità di campo mantiene sufficientemente nitidi sia i piani intermedi sia lo sfondo. Grazie ad un peso contenuto in soli 305 grammi e alle dimensioni pari a 63x62,5mm, l'obiettivo risulta compatto e molto maneggevole.

 

 

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