A cura di Davide Vasta
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Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta con sistemi elettronici meccanici o altri, senza l'autorizzazione scritta dell'Autore.


» Introduzione » Stabilizzazione delle immagini
» La messa a fuoco » Lo zoom
» Registrare video in formato HD » Effettuare riprese ravvicinate
» Lo Stop Motion e TimeLapse » Scegliere e gestire le schede di memoria

 

Stabilizzazione delle immagini

La stabilizzazione delle immagini (anche chiamata "riduzione delle vibrazioni") è una funzionalità tipica delle fotocamere Nikon COOLPIX, e permette di ridurre efficacemente i movimenti della fotocamera, che possono derivare da diverse cause. È bene ricordare che i sistemi di stabilizzazione on-camera sia essi ottici sia elettronici possono ridurre o annullare il movimento di ripresa indotto dall'operatore ma non agiscono sul movimento del soggetto. Per esempio, quando ci si trova su un'automobile (o un autobus, una moto, una bicicletta, ecc.), è impossibile che, nonostante ci si sforzi di tenere ferme le mani, le riprese non risentano dell'ondulazione del mezzo di trasporto. In altri casi invece si può essere fermi, ma, a causa di un utilizzo spinto dello zoom, i piccoli movimenti delle mani vengono amplificati, e si ha così la tipica ripresa mossa. Insomma, i casi in cui la stabilizzazione delle immagini si rende necessaria sono moltissimi. L'unica condizione in cui davvero non serve, è quando la fotocamera si trova su un saldo treppiedi!
Le fotocamere Nikon COOLPIX adottano, a seconda del modello e della generazione, una tecnologia di stabilizzazione singola o ibrida, che si fonda cioè sull'utilizzo individuale o congiunto di tre sistemi:

- stabilizzazione ottica di decentramento
- stabilizzazione meccanica di decentramento sensore d'immagine
- stabilizzazione digitale di allineamento e demosaicizzazione variabile


STABILIZZAZIONE VR OTTICA
Questo tipo di stabilizzazione di serie, per esempio, sulla Nikon COOLPIX S640, si basa sul rilevamento dei movimenti della fotocamera. L'ottica è installata sull'unità VR (dotata di un sensore di velocità angolare), che si sposta coerentemente per compensare il movimento rilevato. L'attivazione della stabilizzazione avviene non appena il pulsante di scatto si trova a metà corsa. L'effetto che si ottiene e quindi in misura di tangibile efficacia, equivale all'uso di un tempo di posa più rapido di circa 3 stop. È il sistema di stabilizzazione più “qualitativa” che non penalizza la risoluzione dell'immagine prodotta che coprirà l'intera area del sensore.


Schema di funzionamento della stabilizzazione VR ottica.


STABILIZZAZIONE VR SUL SENSORE

In questo caso è invece il sensore d'immagine a muoversi, compensando il movimento rilevato dal sensore di velocità angolare. L'effetto risultante equivale all'uso di un tempo di posa più rapido di circa 2 stop. Riduce l'area del sensore utilizzata per la registrazione dell'immagine per tenere al centro la composizione. L'elevata risoluzione permette di lasciare inalterata la risoluzione del video riducendo solo leggermente l'angolo di campo grandangolare della ripresa.


Schema di funzionamento della stabilizzazione VR sul sensore


STABILIZZAZIONE VR ELETTRONICA

In aggiunta alle modalità di stabilizzazione elettro/meccaniche, Nikon prevede anche una stabilizzazione elettronica, o meglio, digitale. Punto fondamentale del suo funzionamento rimane pur sempre il sensore di velocità angolare, che rileva appunto i movimenti della fotocamera. Quello che però avviene in seguito è la creazione di un'immagine ferma, da una mossa, tramite un'elaborazione automatica on-camera. In sostanza, vengono presi come riferimento i dati registrati dal sensore di movimento, e questi vengono usati per applicare un "filtro" digitale all'immagine, che cerca di riprodurre un movimento di pari misura, ma contrario a quello rilevato. In questo modo, come si può notare dallo schema che segue, un'immagine che ha un micro mosso in una determinata direzione (ad esempio, dall'alto verso il basso), viene corretta in maniera abbastanza efficace.
A seguito dell'elaborazione il risultato equivale ad un'immagine scattata con un tempo di posa più rapido di 1 stop.

Ingrandisci l'immagine
Schema di funzionamento della stabilizzazione elettronica.

Come abbiamo avuto modo di vedere, le tecnologie di stabilizzazione messe in campo da Nikon sulle fotocamere COOLPIX, coprono un ampio raggio, mettendo spesso al riparo l'utente da errori in fase di ripresa. Certamente, non si può pensare che tali tecnologie siano in grado di correggere ogni tipo di movimento: se si maneggia la fotocamera come se fosse una bandiera, o ci si
ostina ad utilizzare lo zoom in maniera estrema, usando le sole mani per tenere la fotocamera, c'è ben poco che queste tecnologie possano fare. Come sempre, se è vero che queste funzionalità avanzate possono risultare utili, è però anche vero, per prima cosa, che la foto ed i filmati li fa il fotografo. E quindi può essere utile, in determinati casi e soprattutto per la ripresa filmata video, posizionare la fotocamera su un monopiede o treppiedi.


BENEFICI DELLA STABILIZZAZIONE PER APPLICAZIONI FOTOGRAFICHE

Le tecnologie di stabilizzazione delle Nikon COOLPIX hanno un interessante risvolto positivo, soprattutto se pensiamo allo scatto fotografico. Queste, cioè, permettono in particolare di poter effettuare scatti a luce ambiente, in condizioni di scarsa luminosità (come la fotografia di interni o notturna), senza dover ricorrere a valori ISO troppo elevati, che causerebbero l'incremento del  "rumore" noise nelle foto.


STABILIZZAZIONE IN FASE DI VIDEO EDITING

Il sistema di stabilizzazione delle immagini viene proposto anche in certi software di editing.
Via software, a discapito di una necessaria riduzione della risoluzione, sarà possibile stabilizzare anche eventuali indesiderati micromovimenti dei soggetti. In ambiente Macintosh, per esempio, non occorre guardare a programmi professionali, dato che l'ultima versione di iMovie, il comune programma di montaggio, viene fornito “di serie” insieme al sistema operativo. Anche in questo caso è però utile una riflessione: per poter correggere le imprecisioni dell'immagine causate dalle "oscillazioni" della fotocamera in fase di ripresa, il software è costretto a tagliare i bordi dei fotogrammi, al fine di mantenere la scena sempre centrata. Nei casi in cui le vibrazioni o i traballamenti sono moderati, non si presentano particolari problemi di taglio...
…ma se si rende necessario effettuare una stabilizzazione più “approfondita”, indubbiamente, ampie parti del fotogramma vengono perse.


La funzione di stabilizzazione in iMovie.

 
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