In una calda mattina di agosto tra le morbide luci dell'alba ho realizzato un interessante test di nitidezza tra queste due macchine al top della tecnologia attuale Nikon. Stesso soggetto, stesse impostazioni, stesso momento. Solo le inquadrature hanno angolature leggermente diverse per questioni di spazio e distanze di lavoro diverse tra le due fotocamere. Fortunatamente ho trovato questa bellissima mantide per altro molto collaborativa che mi ha fatto da modella per questa prova.
Le immagini che riporto sono tutte scattate su cavalletto con le medesime impostazioni su entrambe le Nikon. Dati di scatto exif: 1/125s, ISO100, f/6.3.
Le immagini qui pubblicate sono i RAW come usciti dalle macchine e convertiti in JPG con Nikon Capture NX-D. Non è stata applicata nessuna post produzione. Con la D850 ho utilizzato il Nikkor 200mm micro D e sono dovuto stare ad una distanza di circa 1m dalla mantide.
Con la P1000 sono stato a circa 6 metri dalla mantide ad una focale equivalente di 3000mm.
La sequenza di immagini parte con l'intera inquadratura, poi con un dettaglio al 50%, poi al 100% ed infine uno al 200%. La D850 ha quasi il triplo dei megapixel della P1000 per questo motivo ho deciso di ricampionare con Photoshop le immagini di quest'ultima per poterle meglio paragonare.
Da notare la maggior profondità di campo della P1000
nonostante la maggior distanza dal soggetto.
Opinione personale: fare macro, in condizioni ottimali di
ripresa, con la P1000 è più facile: posso stare molto più
lontano dal soggetto e tenerlo tutto a fuoco anche con
un singolo scatto.
Viceversa con la Nikon D850 devo stare molto più vicino
ed è molto più probabile innervosire il soggetto. In caso di
soggetto tranquillo un plus della D850 è il focus stacking
automatico oltre alle altre innumerevoli impostazioni e
personalizzazioni che la COOLPIX P1000 non ha. L'incisività
del file della D850 anche nello scatto singolo è decisamente
più elevata, soprattutto se ingrandito al 100%. La
risoluzione di 45M pixel unita alla qualità del sensore full
frame BSI nel dettaglio fanno un'enorme differenza a favore
della D850.
Guardando però le prime 2 immagini a pieno schermo e
senza ingrandirle non si notano particolari differenze.
Un amatore appassionato di foto naturalistica con la P1000 in condizioni ottimali troverà un grande divertimento.
Prima di iniziare la prova non credevo che la P1000 potesse restituire immagini macro di questo livello essendo questa una tuttofare e non avendo un'ottica specializzata per questo genere.
Per i più esperti invece la Nikon D850 dà sicuramente più soddisfazioni e restituisce immagini entusiasmanti ricchissime di dettagli e sfumature. Ha molti più strumenti per migliorare la qualità e la personalizzazione delle immagini, e se non vogliamo cambiare l'inquadratura per ottenere un minor angolo di campo inquadrato dobbiamo dotarci anche di altri obiettivi macro come 105mm micro, 60mm micro o 24mm f/1.8, cosa che invece la P1000 può fare
con la sua ottica anche non allo stesso livello di ingrandimento delle ottiche macro dedicate che raggiungono l'1:1. La P1000 purtroppo non arriva all'1:1 come rapporto di riproduzione.
Per capire quanto nitida fosse un'immagine scattata alla massima lunghezza focale ho messo a fianco della P1000 una DSRL con un obiettivo zoom 150-600mm. Per fare questa prova mi sono recato all'Oasi LIPU di Torrile in provincia di Parma.
Qui mi sono divertito a fotografare aironi, garzette e sgarze per mettere a confronto il dettaglio ottenibile principalmente su soggetti molto lontani.
Queste sono alcune foto con il relativo ingrandimento per verificare il dettaglio. Tutte scattate a f/8 a priorità di diaframma ed ISO automatici. Le immagini sono tutte senza post produzione ed ho utilizzato i JPG direttamente usciti dalle fotocamere.
Esperienza personale: a 3000mm la P1000 vince.
Per raggiungere lo stesso ingrandimento ed inquadratura della P1000 un file della DSRL deve essere ritagliato o ingrandito con il metodo di ricampionamento. Ritagliandolo rimane un file da circa 2 megapixel che messo a schermo intero o stampato perde parecchia qualità. Va leggermente
meglio ricampionando l'immagine della DSRL.
L'elevato vantaggio della P1000 sulle lunghissime focali si riduce via a via che la focale a cui si scatta diminuisce...
scendendo a focali native l'accoppiata DSRL+obiettivo forniscono un dettaglio decisamente superiore.
Ma sui soggetti lontanissimi la P1000 è incredibilmente e decisamente più nitida.
Parlando sempre al massimo delle focali, rispettivamente di
3000mm per la P1000 e di 600mm per DSRL+obiettivo, la
prima è decisamente più maneggevole e facile da gestire
rispetto alla seconda. Con la P1000 raramente si sbaglia il
punto di fuoco, cosa che invece potrebbe capitare con una
DSRL.
La P1000 è dotata di uno zoom elettronico che viene pilotato
tramite levette ed è quindi meno rapido di quello
manuale delle ottiche zoom delle reflex. È così più difficile
correggere l'inquadratura e/o inseguire un soggetto
in movimento. In nostro aiuto c'è però un pulsante accanto
alla leva dello zoom che ritorna velocemente avanti
ed indietro nella focale impostata per localizzare meglio
il soggetto inquadrato. Lo zoom elettronico è invece un
vantaggio per i video dato che lo scorrimento è molto più
fluido rispetto a quello che possiamo fare ruotando manualmente
la ghiera di un'ottica zoom per reflex. La P1000
inoltre può essere dotata dell'ottimo telecomando ML-L7
wireless e bluetooth che incorpora sia il pulsante di scatto
che diverse alte funzioni. Tra questi due dei più utili sono i
pulsanti di controllo dello zoom. Questi sono davvero utili
quando si fanno scatti o riprese alle focali più lunghe.
Parlando della velocità di inseguimento dell'autofocus su soggetti in movimento vince di gran lunga una DSRL dotata di un AF continuo decisamente più performante. Facendo scatti a raffica l'oculare della DSRL si oscura per brevissimi istanti a causa del movimento dell'otturatore ed è molto facile inseguire il nostro soggetto; sulla P1000 invece il tempo di oscuramento dello scatto è più lento ed è in questo modo più complicato inseguire il soggetto guardando nel mirino. Forse in questo caso può esser molto utile il nuovissimo mirino a punto luminoso DF-M1, ma al momento della prova non era ancora disponibile.
ALTRE CONSIDERAZIONI
Facendo un confronto a parità di focale (150-600mm equivalenti) la P1000 è in vantaggio. Infatti a 150mm può scattare a f/4, mentre l'obiettivo zoom della DSRL a f/5 ed a 600mm può scattare a f/5 invece che f/6.3 dell'obiettivo.
Questo consente alla P1000 di scattare a mano libera e a parità di focale con tempi di sicurezza più rapidi o a ISO più bassi rispetto all'accoppiata DSRL+obiettivo.
Attenzione però che la profondità di campo invece è molto differente. Infatti i 150-600equiv. sulla P1000 sono fisicamente dei 27-108mm che hanno una profondità di campo molto maggiore. Se vogliamo ottenere delle belle sfocature dello sfondo dietro al soggetto meglio usare delle focali più lunghe ad esempio dai 500 ai 3000mm.
Un limite della P1000 è il diaframma che può essere chiuso al massimo a f/8.
Ho scelto una bella giornata per provare la COOLPIX P1000 in una escursione in montagna. Questo è uno dei casi dove la versatilità di questa "bridge" viene ampiamente sfruttata. Quando si decide di andare in montagna o in escursioni impegnative meno peso si porta e meglio è. Quante volte mi sono capitate ottime occasioni fotografiche durante delle escursioni ma, o per stanchezza o perché non avevo montato l'obiettivo giusto al momento giusto, non sono riuscito a portare a casa gli scatti desiderati. Più di una volta mi sono imbattuto in animali selvatici, ma avendo montato un grandangolo perché stavo facendo foto di paesaggio, non ho fatto in tempo a montare un teleobiettivo che l'animale era già fuori dal campo di ripresa.
Questo non accade se portiamo con noi l'ultra-versatile COOLPIX P1000. Una sola fotocamera ma con una quasi infinita scelta di focali tra cui scegliere tra 24mm e 3000mm. Seguendo il sentiero che porta attorno alle Tre Cime ho scattato diverse fotografie e video di paesaggio. Giusto mentre stavo scattando degli HDR in una grotta ho sentito il classico fischio di richiamo delle marmotte.
Sono velocemente uscito dalla grotta ed ho visto una di queste intenta a cibarsi in lontananza in un prato fiorito.
Abituato alle focali, anche lunghe, delle reflex ho pensato: "Peccato, un po' troppo lontana per una bella immagine",
ma mi sono dovuto ricredere. Con la P1000 lo zoom sembra non terminare mai ed in pochi istanti sono riuscito a zoomare sulla marmotta facendo prima un video e poi qualche foto a mano libera… e sottolineo "a mano libera". Quando si scatta con focali lunghe bisogna fare particolare attenzione al micromosso, per questo motivo è meglio
scegliere tempi non inferiori alla lunghezza focale. Un esempio: se scatto a 500mm è buona norma scattare ad 1/500s se scatto a 800mm è meglio usare 1/800s. Questa regola viene spezzata dalla potenza dello stabilizzatore da 5 stop della P1000. Grazie a questo infatti non è più necessario scattare a tempi velocissimi per evitare foto mosse.
Sono infatti riuscito a fare ottimi ritratti alla marmottina all'incredibile focale di 3000mm con tempi di 1/100s ed a volte addirittura più lunghi.
Con la regola classica della fotografia valida per reflex non stabilizzate sarei stato costretto a scattare con tempi tra 1/3000s e 1/2500s. Scattare a tempi più lenti consente di usare ISO più bassi ed ottenere quindi immagini prive di grana digitale. Scattando a tempi velocissimi siamo invece spesso costretti ad alzare gli ISO a livelli elevati con lo svantaggio di avere immagini poco dettagliate e granulose.
UTILIZZO DELLA P1000 CON FILTRI FOTOGRAFICI
La filettatura della lente frontale dell'ottica della P1000 ha
un diametro di 77mm come molte delle ottiche per reflex
di alta qualità. Questo consente di montare i classici filtri
circolari o a lastra senza alcuna difficoltà. Grazie a questi ho
fatto qualche prova utilizzando tempi lunghi di esposizione
per ottenere l'effetto mosso delle nuvole.
In questo caso ricordiamoci però che la P1000 può arrivare
al massimo ad un minuto di esposizione usando la modalità
M e i tempi in posizione "bulb" o "time".
Come già descritto sopra la P1000 offre diverse modalità notturne semplificate, ma per un utente più smaliziato è preferibile lavorare in modalità completamente manuale.
La P1000 in confronto con la meno recente P900 ha infranto il limite di 15 secondi nelle lunghe esposizioni portandolo a 30" ed in posizione "Bulb" e "Time" ad 1 minuto.
Proprio la fotografia notturna credo sia uno degli aspetti un cui la P1000 non può raggiungere i risultati di una buona reflex. La macchina infatti può scattare al massimo con
tempi di 1 minuto a ISO100. I tempi si dimezzano via a via che aumentiamo gli ISO.
Molto utile anche la funzione di "dark frame" automatico (non disattivabile) che rimuove automaticamente i pixel che durante le lunghe esposizioni si surriscaldano creando punti colorati casuali. La fotocamera dopo una esposizione più lunga di 1" farà da sola una esposizione di lunghezza pari a quella impostata per rimuovere i cosiddetti hot pixel tanto fastidiosi.
Il limite del minuto massimo di esposizione può comunque essere infranto scattando diverse immagini che possono essere unite in post produzione. In questo modo si possono ottenere immagini perfette anche in ambienti o paesaggi molto scuri e/o poco illuminati.
Quella qui sotto per esempio è un'immagine ottenuta con una combinazione di più esposizioni realizzate con la P1000 ed unite con Photoshop.
Alla vigilia di Ferragosto mi sono recato alle Cascate del Dardagna nel bolognese.
Qui ho realizzato qualche scatto utilizzando la versatile ottica sia in posizione grandangolare sia in posizione tele per catturare qualche dettaglio del movimento dell'acqua. Nonostante il corpo non sia tropicalizzato devo dire che la tenuta alle gocce ed al vapore acqueo è stata ottima. Ho preferito utilizzare il cavalletto per impostare tempi sufficientemente lunghi per ottenere un effetto setoso sull'acqua.
Al termine di una giornata in giro a piedi tra rocce scivolose e sentieri tra i boschi il vantaggio di poter portare una sola fotocamera con una sola ottica ed il cavalletto si fa sentire. Gli scatti realizzati parlano da soli sulla capacità della fotocamera di restituire colori naturali ed ottimi dettagli.
Essendo io stesso un ambasciatore fotografico di ESO, l'Organizzazione Europea per lo studio astronomico dell'emisfero australe, sono abituato a riprendere soggetti come la Luna. Ed è proprio questo uno dei soggetti preferiti di un possessore della P1000. A 3000mm la Luna riempie l'inquadratura del fotogramma svelando dettagli affascinanti e mai visti prima se non con attrezzature professionali o da svariate migliaia di euro.
Ogni volta che ho mostrato al pubblico la fotocamera e zoomato dalla posizione grandangolare che mi inquadrava il paesaggio alla posizione supertele per riprendere la Luna, un "wow" o una bocca spalancata sono state le reazioni più frequenti. Ma è anche la semplicità con cui si riesce a farlo che sorprende.
Per i più inesperti inoltre è presente la modalità "Luna" che rende il tutto più semplice.
Mi sono divertito anche a riprendere alcuni pianeti come Marte, Giove e Saturno. Ed è davvero incredibile come sia facile osservare degli oggetti celesti di questo tipo con tanta facilità. Io stesso mentre ho provato per la prima volta a riprendere Saturno sono rimasto impressionato da come di potessero ben distinguere gli anelli che circondano il pianeta anche in un cielo inquinato e umido come quello della Pianura Padana. Non vedo l'ora di poter andare in un cielo migliore per ripetere le riprese con la P1000.
L'ottica è fisicamente un 4,3-539 mm e l'angolo di campo è equivalente a quello di un obiettivo da 24 a 3000 mm nel formato 35 mm. Bisogna ad ogni modo prestare attenzione alla diversa profondità di campo. Con la P1000 questa è decisamente superiore e corrisponde appunto a quella di un 4,3-539mm. In questo modo è molto più semplice avere completamente a fuoco i nostri soggetti, sia nella macrofotografia che con i soggetti lontani. Dalla mia esperienza personale ho potuto notare quanto sia più facile fare scatti con soggetti (per lo più statici) perfettamente nitidi ed a fuoco che con le più professionali reflex full frame. In queste ultime infatti anche un leggerissimo errore di messa a fuoco può molto più facilmente compromettere la foto